Fauna

Proprio per proteggere una straordinaria ricchezza di vita che la Riserva Naturale Orientata di Onferno è stata istituita e continua il suo lavoro di monitoraggio e conservazione: in soli 274 ettari si susseguono numerosi habitat particolari e variegati, dall’ambiente ipogeo delle grotte, alle formazioni erbose sui gessi passando per i maestosi boschi di Querce. Tale diversità di ambienti supporta una così ricca varietà di vita che la conservazione di 8 tipologie di questi habitat è stata riconosciuta come di interesse comunitario. E in un ambiente così diversificato trovano spazio numerosissime specie vegetali e animali, tra le quali sono inoltre state già individuate (dati relativi a monitoraggi e ricerche al 2011):

  • 482 specie di piante vascolari
  • 173 specie di invertebrati di cui 4 di interesse comunitario:Vertigo angustior (Vertigo minore), Callimorpha quadripunctata(Falena dell’Edera), Lucanus cervus (Cervo volante), Cerambyx cerdo (Cerambice delle querce)
  • 9 specie di anfibi di cui 2 di interesse comunitario: Bombina pachypus (Ululone appenninico) Triturus carnifex (Tritone crestato italiano)
  • 8 specie di rettili
  • 66 specie di uccelli nidificanti di cui 9 di interesse comunitario tra le quali Circus pygargus (Albanella minore), Lanius collurio (Averla piccola) e Emberiza hortulana (Ortolano)
  • 33 specie di mammiferi di cui 12 specie di chirotteri (pipistrelli) , tra le quali 7 di interesse comunitario: Rhinolophus euryale, Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus hipposideros, Myotis blythii, Myotis emarginatus, Myotis myotis, Miniopterus schreibersii.

Proprio per conservare una simile ricchezza i confini della Riserva coincidono quasi completamente proprio con quelli di un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) istituito ai sensi della cosiddetta Direttiva Habitat (dir 92/43/CEE)

I CHIROTTERI

I Pipistrelli sono uno tra i gruppi più numerosi e diffusi di mammiferi: comprende oltre 1000 specie, presenti su tutti i continenti della Terra ad eccezione dell’Antartide. La caratteristica più evidente dei Pipistrelli è la loro capacità di volo attivo, che avviene grazie ad ali costituite dalle dita unite mediante una membrana resistente ed elastica (patagio). Non a caso il loro nome scientifico è Chirotteri, che in greco significa appunto “mano alata”.

I Pipistrelli europei sono di abitudini notturne e al tramonto escono in volo dai rifugi per cacciare gli insetti di cui si nutrono. Durante il giorno riposano invece appesi a testa in già, nascosti in grotte naturali come quella di Onferno o in anfratti di edifici o alberi.

I Pipistrelli sono animali molto sociali: si accoppiano da fine Agosto ai primi di Settembre, poi maschi e femmine resteranno insieme per tutto il letargo invernale (necessario perché in questo periodo non ci sono insetti in volo). Terminato il letargo ad Aprile-Maggio, le femmine si riuniscono in colonie riproduttive (nursery) e in Giugno-Luglio partoriranno i piccoli. Questi vengono allattati ed allevati con cura e, dopo circa un mese e mezzo, sono autonomi.

Nella Grotta di Onferno sono state censite fin’ora ben 7 specie diverse: Rinolofo euriale, Rinolofo maggiore, Rinolofo minore, Vespertilio di Blyth, Vespertilio maggiore, Vespertilio di Natterer e Miniottero.

Durante il periodo estivo la Grotta di Onferno accoglie una tra le più grandi colonie riproduttive dell’Emilia Romagna: circa 8000 esemplari tra adulti e piccoli. La colonia è composta da Miniotteri (circa 3000 femmine e, dopo il parto, altrettanti piccoli), Vespertilio di Blyth e Vespertilio maggiore (alcune centinaia di esemplari), Rinolofo euriale (un centinaio di esemplari).

Con l’approssimarsi della brutta stagione molti pipistrelli della colonia estiva migrano verso altre cavità, mentre nella Grotta di Onferno svernano in letargo un numero più ridotto di pipistrelli, costituito da Rinolofi minori e maggiori, oltre che da diversi Miniotteri e Rinolofi euriali che restano comunque fedeli al luogo.

Tra i Vertebrati italiani, i Pipistrelli sono il gruppo meno conosciuto e sicuramente il più minacciato di estinzione. Le cause di questo declino sono legate soprattutto alle alterazioni dei loro habitat di alimentazione, di rifugio e di riproduzione, causate quasi sempre da attività umane.

Perciò la protezione diretta degli animali (perseguitati spesso da stupide superstizioni) e la conservazione di habitat come quelli della Riserva Naturale di Onferno sono di vitale importanza per la sopravvivenza di questi importanti mammiferi. Del resto la tutela dei Chirotteri è sancita da leggi nazionali, direttive europee e convenzioni internazionali oltre che suggerita da documenti e studi di organizzazioni che si occupano della biodiversità (I.U.C.N., WWF).

Monitoraggio Chirotteri 2007

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